Figlio del liutaio Giovanni Dollenz, ne ereditò la bottega.
Continuò l'attività liutaria del padre, ripetendo nei suoi strumenti gli schemi stilistici paterni. In alcuni dettagli, il suo lavoro è più raffinato di quello del padre, in particolare nella scultura del riccio, nell'intaglio delle ff e nella confluenza, che è più piatta. La vernice tuttavia è meno trasparente rispetto al padre, di colore arancio tendente al bruno. Costruì circa 130 strumenti, tra violini, viole e violoncelli. Il padre Giovanni mostra una sensibilità artistica più sviluppata, tuttavia il lavoro di entrambi è interessante e degno di nota.
Bibliografia
Lütgendorff, Willibald Leo , Die Geigen- und Lautenmacher vom Mittelslter bis zur Gegenwart, 1. Frankfurt a.M, Frankfurter Verlags-anstalt, 1922
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Lütgendorff, Willibald Leo , Die Geigen- und Lautenmacher vom Mittelslter bis zur Gegenwart, 2. Frankfurt a.M, Frankfurter Verlags-anstalt, 1922 Consulta OPAC
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Nicolini Gualtieri, Liutai in Italia: dall'Ottocento ai giorni nostri, Bologna, A. Perdisa, [2008]. Consulta OPAC
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