Francesco Zapelli (1898-1992) sin da giovane si accosta alla liuteria alla quale si dedica, dopo il 1918, a Fiume dove studia il contrabbasso e suona in un quartetto. Nel 1924 la banda militare jugoslava lo assume quale restauratore di strumenti e suonatore di cornetta, nel 1930 diviene maestro dirigente del laboratorio di liuteria presso l'Accademia Militare di Graz. Ritornato a Fiume, sviluppa una fortunata e intensa attività di liutaio che nel 1949 trasferisce a Trieste. Nel 1981 smette di lavorare e cede al Museo il suo laboratorio che si trovava al secondo piano di via Canova 16 a Trieste. Per la sua ricchezza di esperienze, espressione di un autentico mondo culturale mitteleuropeo, e per il suo carattere risoluto e lo spirito libero, intelligente e un po' filosofo, Zapelli si è imposto all'attenzione degli storici e dei musicisti che riconoscono, nella sua profonda conoscenza dei materiali e nella tecnica perfetta, l'irripetibile presenza di una professionalità antica nella tradizione della grande liuteria classica. Dal suo laboratorio, in oltre sessant'anni di
attività, sono usciti violini, viole e chitarre creati con sapiente lavorazione artigianale ed eccezionale bravura e che lo hanno reso noto in tutto il mondo. Centinaia di riparazioni e restauri magistrali sono la conferma di una prestigiosa e qualificatissima attività. Zapelli è stato insignito di uno speciale riconoscimento (medaglia d'oro) dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trieste e ha anche ricevuto dal Sindaco il sigillo trecentesco della città. (da: Catalogo beni culturali Comune di Trieste, Fondo Francesco Zapelli, Nota biografica. Consultazione: 2026/09/29)
Fonti e documenti
Archivio Museo Teatrale Carlo Schmidl; rassegna stampa
Note alla bibliografia
Il Fondo Francesco Zapelli \u00e8 consultabile online nel Catalogo dei Beni Culturali del Comune di Trieste al link https:\/\/beniculturali.comune.trieste.it\/complesso-archivistico\/?s_id=361962
Bibliografia
Allievo di Kresnik a Fiume, tornato dal servizio militare presso l'aviazione imperiale asburgica, aprì bottega a Fiume nel primo dopoguerra. Lavorò con Battelli a Bologna e con Muschietti a Udine. Tornò a operare a Fiume nel 1938. Nel secondo dopoguerra (1949) si trasferì a Trieste, dove lavorò fino al pensionamento.
Bella liuteria su modello personale seguendo le forme Stradivari e Guarnieri, vernice a olio di colore arancio chiaro. Costruì violini, viole, violoncelli e chitarre. Alcuni suoi strumenti, come pure l'attrezzattura completa da liutaio, sono conservati presso il Museo civico teatrale "Schmidl" di Trieste.
Nicolini Gualtiero, Liutai in Italia: dall'Ottocento ai giorni nostri, Bologna, A. Perdisa, [2008]., p. 949 Consulta OPAC
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Marta Finzi, Anna Krekic, Il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl : guida, Trieste, Comune di Trieste-Civici musei di Storia ed Arte, 2019 Consulta OPAC
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