Figlio del liutaio Giovanni Dollenz, ne ereditò la bottega.
Continuò l'attività del padre, ripetendo nei suoi strumenti gli schemi stilistici paterni. La vernice è meno trasparente rispetto al padre, di colore arancio tendente al bruno. Costruì circa 130 strumenti, tra violini, viole e violoncelli. I violoncelli in particolare sono di ottima fattura. Il padre Giovanni mostra una sensibilità artistica più sviluppata, tuttavia il lavoro di entrambi è interessante e degno di nota.
Fonti e documenti
Archivio Museo Teatrale Carlo Schmidl; rassegna stampa notizia da sito web notizia da sito web
Bibliografia
Lütgendorff, Willibald Leo , Die Geigen- und Lautenmacher vom Mittelslter bis zur Gegenwart, 1. Frankfurt a.M, Frankfurter Verlags-anstalt, 1922
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Lütgendorff, Willibald Leo , Die Geigen- und Lautenmacher vom Mittelslter bis zur Gegenwart, 2. Frankfurt a.M, Frankfurter Verlags-anstalt, 1922 Consulta OPAC
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Adolfo Leghissa, Trieste che passa : 1884-1914 : vita di popolo, arti e mestieri, industria e commercio, usi e costumi, scenette comiche popolaresche, tipi e figure, Trieste, Italo Svevo & Mgs press, 2000, p. 96
Nicolini Gualtiero, Liutai in Italia: dall'Ottocento ai giorni nostri, Bologna, A. Perdisa, [2008]. Consulta OPAC
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