Allievo a Vicenza di Gaetano Sgarabotto, si trasferì attorno al 1920 a Milano, dove elaborò il proprio stile personale. Intorno agli anni Trenta si trasferì a Trieste. Nel 1937 fu presente con un violino al Bicentenario stradivariano a Cremona. Costruì e restaurò molti strumenti. Quelli del periodo milanese si distinguono per la bella vernice giallo-dorata e rosso bruno. Quelli dell'ultimo periodo per la vernice bruna piuttosto opaca.
Fonti e documenti
Bibliografia
Nicolini Gualtieri, Liutai in Italia: dall'Ottocento ai giorni nostri, Bologna, A. Perdisa, [2008]., p.409 Consulta OPAC
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Renzo Bacchetta, Stradivari non è nato nel 1644 : vita e opere del celebre liutaro ...!, Cremona, Stab. Tip. Cremona nuova, 1937, p. 168 Consulta OPAC
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