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Trieste, Orto Lapidario : cenotafio di J. Winckelmann

Stabilimento Fotografico - fotografo principale

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Oggetto
Positivo
Inventario
F017128
Collocazione
Palazzo Gopcevich; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte
Acquisizione
Proprietà Ente pubblico territoriale; Civici musei di Storia ed Arte; 1932/07/05
Cronologia
1896/04/12; Trieste; Italia
Dimensioni
altezza 135; larghezza 100; mm
Materia e tecnica
carta / Albumina

Trieste - Orto Lapidario

Sticotti, Pietro

Bosa, Antonio

Cenotafio a Johann Joachim Winckelmann (Stendal, 9 dicembre 1717 - Trieste, 8 giugno 1768) situato presso l'Orto Lapidario di Trieste. Il monumento, fortemente voluto da Domenico Rossetti per onorare la memoria dello studioso tedesco che morì assassinato a Trieste mentre era in attesa dell'imbarco per proseguire il suo viaggio da Vienna a Roma, fu realizzato dallo scultore Antonio Bosa a seguito dell'approvazione del progetto da parte di Antonio Canova. Il luogo prescelto fu il colle di San Giusto, l'area del vecchio cimitero cittadino che era stato dismesso nel 1825, e qui fu posto in un'ampia nicchia e progressivamente circondato da sculture e iscrizioni, che andarono a costituire il Lapidario. Il cenotafio venne inaugurato il primo marzo 1833 - dieci anni prima dell'apertura dell'Orto Lapidario - e si compone di un sarcofago su cui è adagiato un genio malinconico che si appoggia con l'avambraccio su un tondo contenente il ritratto del defunto. Alla base vi è il rilevo con un filosofo togato, probabilmente lo stesso Winckelmann, che indica le antichità alle personificazioni delle Arti (Pittura, Scultura, Architettura), seguite da Storia, Critica, Filosofia e Archeologia. Nel 1934, sotto la direzione di Piero Sticotti, durante i lavori di sistemazione dell'Orto Lapidario, il monumento fu spostato nel giardino sottostante, davanti al Museo di Storia ed Arte, e fu collocato all'interno del tempietto neoclassico costruito alla fine dell'Ottocento (dove è tuttora visibile) e la nicchia che lo aveva originariamente accolto fu demolita.

Bibliografia

Torlo Vidulli Marzia, Il Civico museo di storia ed arte e l'Orto lapidario a Trieste, Trieste, Rotary Club, 2005
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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