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Pietro Opiglia fotografo archivista del Civico museo di storia ed arte

Anonimo

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Oggetto
Positivo
Inventario
F032531| F019324
Collocazione
Palazzo Gopcevich; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte
Acquisizione
Proprietà Ente pubblico territoriale; Civici musei di storia ed arte; donazione; Opiglia, Livia; 1948/10/06
Cronologia
1947/00/00; Trieste; Italia
Dimensioni
altezza 70; larghezza 50; mm
Materia e tecnica
carta / Gelatina ai sali d'argento

Opiglia, Pietro

Fotografi - Trieste

A seguito del pensionamento del custode Gaetano Rinaldi, nell’agosto 1908, si bandisce un concorso in cui i concorrenti devono comprovare, oltre all’età, alla sudditanza austriaca e alla pertinenza, la conoscenza della lingua italiana, del disegno geometrico, delle arti (di stipettaio, tornitore e gessaio) e di possedere la pratica della fotografia. Nella valutazione si preferiscono coloro che hanno già lavorato in musei affini e preso parte a scavi e altri lavori simili. Alla selezione si presentano ben ventotto concorrenti, tra cui il futuro custode Francesco Terzoni (1875-1955)110, ma il direttore Alberto Puschi sostiene che solo Pietro Opiglia (1877-1948) ha tutte le qualifiche richieste dall’avviso di concorso sia per essere addetto al Museo civico di Pola in qualità di custode sia per aver già preso parte attiva a scavi ed esplorazioni archeologiche. Dai certificati allegati risulta conoscere le arti dello stipettaio, del tornitore, del modellatore e del gessaio e del fotografo, inoltre, che non è ignaro della geometria e del disegno geometrico. Opiglia si presenta munito di un consistente numero di dichiarazioni di idoneità rilasciate da Antonio Gnirs, conservatore dei monumenti e direttore delle raccolte di proprietà dello Stato depositate al museo di Pola, dal presidente Giovanni Cleva, dal segretario del Curatorio del museo Giorgio E. Pons, dal preside della Giunta comunale amministrativa, Domenico Stanich, che lo raccomanda perché onesto, intelligente, zelante e molto abile nel disimpegno delle sue attribuzioni. Il giovane era stato già apprezzato da Puschi In qualità di assistente negli scavi di Nesazio, tra il 1903 e il 1908, aveva cooperato ai lavori preparatori della carta archeologica dell’Istria meridionale, raccogliendo anche i calchi delle antiche lapidi. Ottimo fotografo, aveva costruito da solo, vetrine e scaffali, modellato copie in gesso. Puschi ricorda che, animato dal desiderio dell’apprendere, Opiglia non aveva tralasciato di coltivare anche lo studio e di accrescere il corredo delle sue cognizioni recandosi al Museo di Este e Adria per assistere agl’importanti scavi intrapresi da Alfonso Alfonsi (1862-1922). Parimenti aveva visitato gli altri musei del Veneto e della Lombardia. Il direttore triestino conclude la sua relazione definendo Opiglia di aspetto simpatico e di sana costituzione fisica. Nel dicembre 1908 il polese verrà assunto in qualità di custode del Gabinetto fotografico dei Civici Musei, restando operativo sino al 1947. Sposato dal 9 gennaio 1904, a Pola,con la dignanese Elvira Gorlato, avrà due figlie: Nelda, nata a Pola nel 1906, e Livia, nata a Trieste nel 1920. L’unico periodo in cui si assenterà sarà quello dedicato al servizio militare ad Aurisina durante il Primo conflitto mondiale, dal 27 luglio 1914 al 17 dicembre 1917. Anche in questa occasione porterà con sé la macchina fotografica e donerà all’archivio alcuni scatti che documentano alcuni momenti di vita militare. Testo tratto da Dietro le quinte di Palazzo Gopcevich. Tra i tesori della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte

Bibliografia

Colecchia Claudia, Dietro le quinte di Palazzo Gopcevich. Tra i tesori della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, 2023
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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