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Piazza Unità: primo getto d'acqua del nuovo acquedotto "Randaccio"

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Oggetto
Positivo
Inventario
F048777
Collocazione
Palazzo Gopcevich; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte; Archivio comunale
Acquisizione
Proprietà Ente pubblico territoriale; Civici musei di Storia ed Arte; donazione; Archivio comunale
Cronologia
1929/10/28; Trieste; Italia
Dimensioni
altezza 230; larghezza 165; mm
Materia e tecnica
carta / Gelatina ai sali d'argento

Trieste - Piazza Unità d'Italia

Trieste - Acquedotto Giovanni Randaccio

Ideale prosecuzione dell’acquedotto romano di Aurisina e Teresiano del Settecento, il “Randaccio”, dedicato all'eroe di guerra Giovanni Randaccio caduto sul Carso, fu l’ultimo acquedotto costruito a Trieste nel 1929. Con la sua costruzione si riuscì ad inviare verso la città 75 mila mc giornalieri attraverso la nuova adduttrice DN900 posta lungo il sedime della Strada Costiera. Il sito di “Randaccio” venne poi potenziato nel 1947, 1952 e 1971 con un raddoppio di linea sottomarina ed accogliendo nuove tecnologie ed impianti, nonché con lo sfruttamento delle risorgive del Timavo (oggi utilizzate solo come riserva), ma senza mai mutare l’assetto iniziale degli anni Venti e Trenta del Novecento. Ad oggi l’impianto ha una potenzialità media giornaliera di 110.000 mc. La manifestazione, durata pochi istanti, viene celebrata in Piazza Unità alla presenza del ministro delle colonie Emilio De Bono.

Bibliografia

Colecchia Claudia, La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie, Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, 2026, p. 86
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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