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Aquileia, foro. Amorino funebre

Stradella, Fulvio - fotografo principale

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Oggetto
Positivo
Inventario
F036900
Collocazione
Palazzo Gopcevich; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte
Acquisizione
Proprietà Ente pubblico territoriale; Civici musei di Storia ed Arte
Cronologia
1954-1960 ca.; Aquileia; Italia
Dimensioni
altezza 100; larghezza 150; mm
Materia e tecnica
carta / Gelatina ai sali d'argento

Aquileia - Basilica di Santa Maria Assunta

Plutei frammentari e plinto dal foro di Aquileia. Le lastre appartenevano all'attico del tratto orientale del portico che circondava il foro sui lati lunghi e sul meridionale, dove plutei con ghirlande rette da amorini o aquile, posti in corrispondenza degli intercolumni, si alternavano a plinti con teste di Medusa e di Giove Ammone, collocati sulle colonne. Il pluteo visibile sulla fotografia a sinistra conserva, sopra la raffigurazione di amorino con ghirlanda e maschera, l'iscrizione: L(uci) Manli L(uci) f(ili) A[---], mentre sul frammento di destra, reclinato, sopra la ghirlanda, trattenuta in questo caso da un'aquila, si legge: [---]n co(n)s(---). Sul plinto, invece, privo di iscrizione, si staglia l'effige di Medusa./pIl programma decorativo della piazza forense, presente in altri fori di area altoadriatica, rivestiva una precisa valenza simbolica collegabile alla tematica celebrativa del culto imperiale, percepibile soprattutto nelle protomi di Giove Ammone e Medusa, che rappresenterebbero gli estremi Orientale e Occidentale dell'Impero. Ad Aquileia questa decorazione, opera di maestranze attive anche a Tergeste, dove teste affini di Medusa e Giove Ammone decoravano la basilica forense, si pone in età giulio-claudia e più precisamente negli anni immediatamente successivi la metà del I sec. d.C.