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Galleria S. Giusto : mostra Pino Sacchi

Foto de Rota - studio fotografico

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Oggetto
Negativo
Inventario
RO009878
Collocazione
Palazzo Gopcevich; Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte; Archivio storico Foto de Rota
Acquisizione
Detenzione Ente pubblico territoriale; Fondazione CRTrieste; deposito; 2007
Cronologia
1961/03/18; Trieste; Italia
Dimensioni
altezza 6; larghezza 6; cm
Materia e tecnica
pellicola / Gelatina ai sali d'argento

Trieste - Galleria d'arte San Giusto

Sacchi, Pino - Esposizioni - Trieste

Nato a Pavia nel 1925, Pino Sacchi ha frequentato il liceo artistico della sua città e l'Accademia di Brera, dove Francesco Messina, Gianfilippo Usellini e Benvenuto Disertori sono stati i suoi maestri; a quest'ultimo deve l'avvio alla pratica dell'incisione. Pino Sacchi ha esordito come scultore, dedicandosi in seguito anche all'attività di incisore. Sue opere si trovano in musei e in importanti collezioni. L’artista pavese è scomparso a Milano nel 2022, dove abitava da qualche anno; ha trascorso gran parte della sua vita a San Genesio. La scultura di Pino Sacchi è fatta, ha scritto la critica d’arte Rossana Bossaglia, «di personaggi quotidiani, non solo uomini e donne con i loro bambini che l'elementarietà simbolica sottrae ad ogni riferimento storico, ma persone vestite con abiti dell'occidente moderno, magari con cappelli a lobbia, malinconici e goffi come spesso i contadini vestiti a festa, e preti dall'aria attonita, il talare abbottonato come un guscio; e animali carnosi e lisci, evidentemente ispirati alla fauna domestica delle nostre contrade, ma poi a guardar bene non sai che animali siano, i cavalli hanno grugni larghi, improbabili, qualche volta li prenderesti per buoi, e il cane è forse un lupo per il digrignar selvatico dei denti ma la testa polputa, a piccole orecchie, ti ricorda il maiale: e forse sono tutti imparentati con il maiale, grufolante abitatore della nostra vita contadina. Figure in bilico fra il naturalistico e l'astratto, fra il narrativo e il simbolico, paiono idoli poveri; rivelatori non già di misteriose lontananze, bensì del permanere di ogni presenza di vita sul nostro cammino: che l'artista coglie e ci riconsegna in forma di memento». Testo tratto da https://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2022/02/10/news/addio-allo-scultore-pavese-pino-sacchi-autore-di-idoli-malinconici-del-quotidiano-1.41217572

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