Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Il dipinto venne acquistato dal Museo Revoltella, congiuntamente a "Prima luce" di Angelo Dall'Oca Bianca, a "Frons animi interpres" di Cesare Laurenti e a "Margherita Gauthier" di Eugenio Scomparini, alla prima esposizione allestita dal Circolo artistico a Trieste nel 1890. Menzionato in quell'occasione come "Sole morente (Lago di Garda)" e in seguito ricordato anche con il titolo di "Sole cadente", l'olio venne considerato da Caprin "il miglior paesaggio di questo genere" presente alla rassegna (Verbale del Curatorio, 27 ottobre 1890). In effetti l'opera aveva avuto notevoli riconoscimenti dalla critica già quando l'artista l'aveva presentata, assieme a "Paesaggio alpestre" e "Bosco ceduo", all'Esposizione delle province dell'Emilia nel 1888. Nel catalogo della manifestazione si può leggere a proposito della sezione dedicata all'arte lombarda: "Il primato ci sembra indiscutibilmente del Bezzi pei suoi tre quadri di rara potenza espressiva, di grande forza e pastosità di tavolozza […] Il Bosco ceduo ha buoni toni qua e là, ma sembrano annegati in una tinta generale che non dà altra idea se non la furia di deporre i pennelli. L'effetto di Sole morente sul Lago di Garda è più positivo e desta lo stupore per la forza di luce che illumina i monti" (Gatti, 1888, p. 266). L'artista che fin dagli esordi si era fatto notare come paesaggista, era ben presto giunto infatti ad ammorbidire la pastosa pennellata appresa da Filippo Carcano, suo maestro all'Accademia di Brera. Grazie a questa maggior delicatezza di tocco e al ricorrere a una luce soffusa Bezzi era riuscito a fare dei suoi scorci montani, degli specchi d'acqua dei laghi e della laguna veneziana, colti sempre en plein air, immagini di grande suggestione. A Trieste, dove il Bezzi ripropose inalterato lo stesso gruppo di lavori, il recensore de "L'Indipendente" volle sottolineare soprattutto il pacato lirismo dell'olio qui considerato: "Quanta poesia nella semplicità del suo Sole morente, come splende e sorride quella natura calma e idillica, quanto sentimento in quella dorata atmosfera" (Acs, 1890). Il tema e l'inquadratura di quest'olio, che raffigura la cittadina di Riva, sull'estremo lembo del Lago di Garda, ritornano in un altro dipinto di Bezzi intitolato "Riva di Trento" (Collezione Marzotto, Valdagno).
Il Museo Revoltella di Trieste, a cura di Maria Masau Dan. Vicenza : Terraferma ; Trieste : Museo Revoltella, 2004, p. 225