Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Il Museo Revoltella possiede una quindicina di opere di Francesco Malacrea, il più noto autore di nature morte dell'800 triestino. Non c'era casa della borghesia mercantile che non avesse almeno un Malacrea in salotto o nella sala da pranzo, e tuttora resta un artista con un vivace mercato. Malacrea era anche un personaggio molto popolare ai suoi tempi, perché, come ricorda il Wostry nella Storia del Circolo Artistico di Trieste, aveva un singolare modo di proporre al pubblico la sua produzione, che vendeva “a metro” sotto il portico della Borsa (Carlo Wostry, Storia del Circolo Artistico di Trieste, 1924, p.18). Ricordato da Giuseppe Caprin nei Tempi andati come uno degli allievi dell'Accademia di Venezia, sembra che “fosse un autodidatta che avesse egli stesso sparsa la voce d'una sua sosta all'Accademia, per “dare credito” alla sua produzione”. (Silvio Benco, Un artista triestino rivelato: Francesco Malacrea, in “Il Piccolo”, settembre 1941). Apprezzato soprattutto nella propria città fin tanto che era in vita, la sua fama crebbe dopo la morte. Infatti, grazie ad una serie di mostre postume organizzate all'inizio degli anni Quaranta a Milano, Bergamo e Venezia fu ammirato per la verosimiglianza delle sue composizioni, fatte prevalentemente di frutta o cacciagione, resi con una precisione lenticolare. Forse in quell'occasione fu esposta anche l'opera in questione, una natura morta con pesci, soggetto che spesso fu proposto dall'artista e che colpì per la resa delle scaglie scintillanti e per la capacità di rendere in maniera realistica ogni singolo dettaglio. La natura morta, come molte di quelli ora appartenenti alle collezioni del Museo Revoltella, proviene dal legato Antonio Caccia.
Il Museo Revoltella di Trieste, a cura di Maria Masau Dan. Vicenza : Terraferma ; Trieste : Museo Revoltella, 2004, p. 221