Sarcofago in legno stuccato e dipinto di sacerdotessa, dall'Egitto

ambito culturale: Antico Egitto

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Oggetto
Sarcofago
Inventario
E4
Collocazione
Civico Museo d'Antichità “J.J. Winckelmann”; MAW Sale egizie
Acquisizione
Donazione; Vardacca, Ciriaco e Anastasio / Zizinia, Stamati; 1867/04/25
Cronologia
1000 a.C. - 945 a.C.
Dimensioni
cm; altezza 60; larghezza 190; profondità 62
Materia e tecnica
Legno/ stuccatura/ pittura
Conservazione
Buono

Il sarcofago antropoide, in legno stuccato e dipinto, contiene ora una mummia di vecchio uomo non pertinente. La superficie è dominata dal colore giallo. Il coperchio, di forma antropoide, presenta un volto a lineamenti regolari, con grandi occhi, naso dritto (purtroppo ora spezzato) e piccola bocca serrata; non ci sono tracce del foro per l’attacco della barba divina. La defunta indossa una lunga parrucca, con piumaggio sui lati, trattenuta sulla fronte da una fascia decorata a pendenti di fiori di loto. Le due bande della parrucca scendono sul petto, a trecce rese da quadrettatura policroma, legate a metà altezza da doppio nastro rosso. La sommità del capo, piatta, conserva il colore corvino dei capelli. Le bande della parrucca terminano orizzontali, subito sopra i seni, di forma semicircolare con una rosetta rossa a coprire i capezzoli. Tutta la parte superiore, dal petto al ventre, è occupata dalla collana usekh a molti giri di perline, e da una ghirlanda vegetale, terminante in basso con fiori di loto; il petto è attraversato da due nastri diagonali rossi, che si incrociano al centro. Le mani, mancanti, probabilmente stese, erano realizzate a parte e fuoriuscivano incrociate al di sotto dei seni. La parte centrale presenta quattro registri orizzontali, che sono (dall’alto): un disco solare rosso alato; alla destra un avvoltoio Nekhbet e una figurina osiriana con disco solare in capo inginocchiata rivolta al centro, che impugna scettro e flagello; alla sinistra l’immagine si ripete in maniera simmetrica; uno scarabeo, sormontato da disco solare con doppio ureo, tra due figurine di Osiride contrapposte: quest’ultime su seggio rettangolare con basso schienale, con mantellina quadrettata, impugnano scettro e flagello, portano il pizzo al mento e sono coronate da disco solare. A destra e a sinistra le due dee Iside e Nefti aprono le ali protettrici; alle loro spalle, a destra, un segno dell’Occidente a cui si volge un genio stante rivolto verso il centro; a sinistra, un genio che impugna scettro e flagello inginocchiato su un segno neb rivolto verso il centro; La dea Nut alata; a destra un genio inginocchiato con testa di sciacallo impugna scettro e flagello, rivolto verso il centro, e a sinistra un genio stante con testa umana rivolto verso il centro; un segno ged, sormontato da disco solare con doppio ureo, è tra due figurine di Osiride contrapposte (simili alle precedenti). A destra e a sinistra rivolti verso il centro due cobra aprono le ali protettrici; alle spalle di quello di sinistra un genio stante rivolto verso il centro. La metà inferiore del coperchio è separata da quella superiore da un’alta fascia decorativa terminante in alto con una teoria di urei. A partire da questa fascia, la zona sottostante è divisa in tre colonne, a loro volta suddivise ciascuna in due registri. Queste tre colonne sono separate da due colonne di geroglifici che continuano anche sui piedi. A sinistra un genio stante rivolto verso il centro; sotto tre geni stanti rivolti verso l’esterno, di cui il centrale a testa di cobra. A destra un genio stante rivolto al centro è contrapposto a un Osiride con disco solare sul capo, che impugna scettro e flagello, inginocchiato, tra loro sta una nebride. Sotto tre geni stanti rivolti verso l’esterno, di cui il centrale a testa di cobra. Al centro un tit sormontato da un disco solare con doppio ureo tra due figurine osiriane inginocchiate, rivolte verso l’interno; sotto, un simbolo dell’Occidente, anch’esso sormontato da un disco solare con due urei, tra due coppie di geni funerari stanti, rivolti verso l’interno. La parte esterna, inferiore, dei piedi ha perduto la stuccatura e mostra la venatura del legno. Ai lati delle colonne di iscrizione (vedi trascrizione) si vedono però le figure di una dea in forma di avvoltoio, con il flagello e un segno ankh tra le zampe. Tra di esse, invece, ci sono altre tre brevi colonne iscritte, leggibili soltanto in parte. I fianchi esterni della cassa mostrano lungo l’orlo superiore un fregio costituito da urei poggianti su un piano a riquadri rossi e azzurri, tra linee verticali. Il campo principale è decorato a pannelli, in cui vignette si alternano a colonne di testo, le quali ripetono con insistenza le medesime formule. Su tutta la cassa sono presenti solo sette diverse formule, che sono distribuite lungo i fianchi con vari schemi (vedi trascrizione). Scene sul lato destro del sarcofago a partire dal capo (si noti che tutti i segni geroglifici presenti all’interno delle scene figurate sono puramente decorativi): tre ged e un tit, sovrapposti ad alcune figure di cui risulta leggibile l’avvoltoio della dea Nekhbet, alla quale si rivolge una figura mummiforme stante, preceduta dal segno dell’Occidente; una figura mummiforme stante (forse il defunto) davanti a un incensiere e una nebride sormontata da Nekhbet e scrigno, rende omaggio al dio Osiride mummiforme e privo di corona, seduto su seggio con bassa spalliera, con in mano lo scettro e il flagello; due figure mummiformi stanti rendono omaggio a Osiride; tra loro una nebride e l’avvoltoio Nekhbet; un tit, con disco solare e due urei, sta al centro di due coppie di geni mummiformi stanti, rivolti verso l’esterno; tutte queste figure poggiano su un segno neb; il feticcio di Abido, sormontato da disco solare con la doppia piuma, al centro tra due figurine mummiformi stanti, sormontate anch’esse da disco solare, volte all’esterno, verso i due segni dell’Occidente che occupano le estremità della scena; il simbolo dell’Occidente, al centro, tra due figure di Osiride seduto, sormontate rispettivamente da un disco solare rosso, a sinistra, e da un disco solare blu; al dio di destra si rivolge una figura mummiforme stante, mentre ai piedi di quello di sinistra vi è un incensiere; fasce diagonali sinuose e punteggiate, rosse e blu, indicano la montagna sacra dell’Occidente. La zona piana in corrispondenza del fondo dei piedi ha perso lo stucco. Scene sul lato sinistro del sarcofago a partire dal capo: uno scarabeo alato sorregge un disco solare con due urei e sta su un segno neb a reticolato, dal quale sguscia un cobra dal lungo corpo ondulato (probabilmente sul lato destro, simmetricamente, c’era un altro cobra, andato perduto); il simbolo dell’Occidente tra due figure stanti mummiformi rivolte verso l’esterno; di fronte a quella di destra vi è il segno dell’Oriente, di fronte all’altra una colonna di geroglifici decorativi, tra i quali si riconosce l’espressione “uscire all’orizzonte”; il dio Osiride inginocchiato, su un segno neb quadrettato, è preceduto dall’avvoltoio Nekhbet e una nebride; una figura stante mummiforme è rivolta al segno dell’Occidente, dando le spalle all’Osiride; al centro il feticcio di Abido, attorno al quale sono attorcigliati tre cobra, coronato dal disco solare con due alte piume, ha sul sostegno una collana con contrappeso. A destra: in basso una figurina mummiforme inginocchiata e rivolta a destra, davanti a un vaso d’unguenti, che regge un ankh, in alto una figura mummiforme inginocchiata su un segno neb quadrettato, anch’essa rivolta verso destra, che sta davanti a un vaso d’unguenti e regge scettro e flagello. A sinistra: in basso figurina mummiforme inginocchiata davanti a un vaso d’unguenti con in mano scettro e flagello, rivolta verso destra; in alto una figura inginocchiata sopra un neb quadrettato, rivolta verso sinistra, che sta di fronte a uno scrigno e regge un ankh; un tit, al centro, tra due figure di geni mummiformi stanti, rivolti all’esterno, verso due segni dell’Occidente; al centro: uno scarabeo con una corona atef con le corna d’ariete regge in basso l’anello shen, sotto al quale vi sono un cartiglio in bianco e un piccolo ged. Ai lati, due figure di Osiride, seduto su trono con basso schienale e con disco solare in capo, rivolte verso l’esterno. Simmetricamente al dio si rivolgono due figure mummiformi stanti, una per lato, precedute da una nebride; un Osiride seduto in trono, davanti a una nebride, sta tra due figure mummiformi stanti con disco solare in capo (tutte le figure sono rivolte a destra); alle loro spalle, presso la montagna occidentale, si eleva una cappella funeraria; tra i geroglifici decorativi si riconoscono due Nekhbet. Sul fondo interno della cassa, nella zona del capo, vi è un segno neb quadrettato che sostiene un tit, con disco solare e urei, tra due ankh. Immediatamente sotto si vede una figura stante mummiforme rivolta verso destra: ha sul capo il cono profumato e parrucca trattenuta sulla fronte da un nastro bianco; il bendaggio è coperto dalla reticella di perline. Davanti al suo volto un cobra apre le ali, tra cui è un ugiat, in segno di protezione. A destra e a sinistra figure di geni funerari, inginocchiati e reggenti un ankh, hanno testa di falco, uomo e sciacallo. La zona delle gambe è divisa in due registri da fasce decorative con motivo della stuoia intrecciata: in alto vi è lo scettro sekhem tra due figure mummiformi stanti, con cono profumato e rivolte all’esterno ciascuna verso un segno dell’Occidente, dei quali quello di sinistra sormontato da uno scrigno. In basso, in corrispondenza dei piedi, un tit tra due geni funerari stanti rivolti verso il centro: quello a sinistra con testa di falco, quello a destra con testa umana. Anche le pareti interne sono vivacemente figurate. La zona che circonda la testa presenta la figura alata di un ba ad ali spiegate il cui volto è ritratto frontalmente. Quella dei piedi, invece, ha perduto ogni traccia di antica stuccatura e mostra il legno grezzo. Entrambi i lati, invece, sono decorati rispettivamente con tre pannelli raffiguranti tre geni mummiformi stanti, alternati a fasce di geroglifici senza senso: nel primo registro i geni hanno testa umana; nel secondo il genio centrale ha testa di serpente, e gli altri due umana; nel terzo quello centrale ha testa di falco e gli altri due umana.

La moltitudine delle immagini, distribuite in vignette alternate a colonne di geroglifici, così come i testi stessi, ripropongono il culto del dio Osiride e del sole, affermando l’idea del viaggio eterno dell’astro, a cui la defunta partecipa essendo ella stessa una parte del grande dio. Puntuali confronti con sarcofagi custoditi presso il Museo nazionale di Napoli, il British Museum e il Petrie Museum di Londra, evidenziano la sua appartenenza al gruppo dei cosiddetti “yellow coffins”, datato alla fine della XXI dinastia e in uso particolarmente nell’ambito della casta sacerdotale di Amon a Tebe. Si tratta di un sarcofago femminile, come è dimostrato dai seni, riconoscibili sotto le bande della parrucca, dalla particolare lunghezza di queste ultime, dal fatto che le orecchie non sono visibili e dal colore del volto. I testi geroglifici della cassa non riportano il suo nome (a meno che non si trovasse nella porzione ormai illeggibile del testo del coperchio) e questa circostanza, riscontrata anche in altri esemplari simili, risulta essere un’altra caratteristica della fine della XXI dinastia. La proprietaria fu probabilmente una sacerdotessa di Amon vissuta nella zona tebana.

Iscrizione
Da sinistra: imAxy xr n wsir nb HH xnty imntt ...b pr ... imAxy xr inpw xnty sH-nTr tpy... | imAxy xr n wsir nb HH xnty imntt | imAxy xr n wsir nb HH... | imAxy xr n wsir nb HH xnty imntt | imAxy xr n wsir nb HH xnty imntt pr m Axt imAxy xr ... xnty sH-nTr tpy st ... "La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità, che presiede all’Occidente, … Abido (?), esce …, venerabile [presso] Anubi, che presiede alla sala dell’imbalsamazione, che è sopra [la sua montagna] | La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità, che presiede all’Occidente | La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità … | La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità, che presiede all’Occidente | La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità, che presiede all’Occidente, che esce all’orizzonte. La venerabile [presso Anubi] che presiede alla sala dell’imbalsamazione, che è nel luogo [della verità]"
I testi iscritti sulla cassa sono composti da sette varianti ripetute con schemi diversi: - imAxy xr inpw xnty sH-nTr tpy n "La venerabile presso Anubi, che presiede alla sala dell’imbalsamazione, che è sopra" - imAxy xr n wsir nb HH xnty "La venerabile presso Osiride, signore dell’eternità, che presiede" - imAxy xr ... "La venerabile presso..." - imAxy xr inpw xnty r pr m Axt "La venerabile presso Anubi che presiede a colui che esce all’orizzonte" - imAxy xr xnty sH-nTr ... "La venerabile presso colui che presiede alla sala dell’imbalsamazione …" - imAxy xr pr m Axt ... "La venerabile presso Colui-che-esceall’orizzonte…" - imAxy xr xnty imntt n "La venerabile presso Khentiamenti di" Si noti come alcune colonne terminino prima che sia compiuto il senso logico della frase, senza che questo sia dovuto a lacune del testo.
Bibliografia

Collezione egizia del Civico Museo di Storia ed Arte di Trieste, a cura di Franco Crevatin, Marzia Vidulli Torlo, con testi di Susanna Moser e dei soci della Casa della Vita, Trieste, Comune di Trieste, 2013, pp. 87-91, cat. 4.3

Collezione egizia del Civico museo di storia ed arte di Trieste, a cura di Franco Crevatin e Marzia Vidulli Torlo, Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, 2013, pp. 87-91, cat. 4.3
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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