Testa dell'imperatore Tito in marmo da Trieste Teatro romano

ambito culturale: Arte romana

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Oggetto
Statua
Inventario
3139
Collocazione
Civico Museo d'Antichità “J.J. Winckelmann”; Lapidario Tergestino. Sala C
Acquisizione
Deposito; Stato italiano (n. inv. generale 326); seconda guerra mondiale
Cronologia
Seconda metà I secolo d.C.
Dimensioni
cm; altezza 48; larghezza 32
Materia e tecnica
Marmo bianco a grana fine
Modalità di reperimento
Trieste, teatro romano

La testa di poco più grande del naturale presenta molte scheggiature e tracce tra i capelli della corona civica. Il volto è pieno e largo, la pelle levigata e tesa, la fronte alta e un poco stempiata, segnata da due sottili rughe incurvate nel mezzo. Gli occhi sono privi di pupilla e iride, le labbra carnose, il mento breve e un po' schiacciato. Le orecchie, carnose e ben modellate, non sporgono dalla massa dei capelli, che sono folti e si dispongono a ciocche lisce e in riccioli sulla fronte. La corona di foglie di quercia è resa in modo grossolano e i suoi nastri ricadevano lungo il collo taurino, lievemente piegato verso destra, poggiante su una base di forma troncoconica che doveva essere inserita in una statua. I particolari permettono di ipotizzare che la testa facesse parte di una statua imperiale loricata con braccio destro alzato. Sono evidenti, soprattutto sulla nuca, tracce di rilavorazione. "Che si tratti di un imperatore è indicato sia dalla grandezza superiore sia pur di poco al naturale, sia dalla corona civica, chiamata anche a cive servato o a cive servatore, che ben presto diviene un'onorificenza fissa dell'imperatore. ... Finora sono state avanzate diverse ipotesi d'identificazione: si è pensato a Claudio, a Tito, a Domiziano o ancora a Nerone rielaborato in Tito, infine a Domiziano o, più recentemente, Claudio ritrasformato in Costantino". Sulla base dei confronti proposti dal più recente studio sul teatro ora "si può concludere che la testa di Trieste rappresenta Tito in un'iconografia elaborata prima del 79, mentre alcuni indizi potrebbero far pensare che il ritratto sia stato ricavato da un precedente Nerone di un tipo formatosi nel 64 circa". Le statue degli imperatori ebbero una funzione indispensabile negli edifici teatrali romani: esse simboleggiavano la presenza fisica del sovrano e venivano poste o nel sacello in summa cavea, o nella scena sopra la porta regia, o in un tempietto nel portico posteriore, luogo quest'ultimo del rinvenimento di questa testa.

Bibliografia

Il teatro romano di Trieste. Monumento, storia, funzione, Istituto svizzero di Roma 1991, p. 80-84

Marzia Vidulli Torlo, Il Lapidario Tergestino al Castello di San Giusto, Rotary Club Trieste 2001, p. 86

Il teatro romano di Trieste: monumento, storia, funzione: contributi per lo studio del teatro antico, a cura di Monika Verzar Bass, Roma, Istituto svizzero, 1991, p. 80-84
Consulta OPAC BiblioEst

Marzia Vidulli Torlo, Il lapidario Tergestino al Castello di San Giusto, Trieste, Rotary Club, 2001, p. 86
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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