Ritratto di Quinto Petronio Modesto in marmo da Trieste Teatro romano

ambito culturale: Arte romana

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Oggetto
Statua
Inventario
3137
Collocazione
Civico Museo d'Antichità “J.J. Winckelmann”; Lapidario Tergestino. Sala C
Acquisizione
Deposito; Stato italiano (n. inv. generale 328); seconda guerra mondiale
Cronologia
Fine/inizio I-II secolo d.C.
Dimensioni
cm; altezza 52; larghezza 44
Materia e tecnica
Marmo
Modalità di reperimento
Trieste, teatro romano

Ritratto maschile,comprendente la testa e il busto fino ai pettorali e all'attaccatura delle braccia, di un alto ufficiale con corazza e paludamentum. La testa - riattaccata al busto pertinente -girata di circa 30 gradi verso sinistra mostra un'avanzata calvizie, una fronte ampia e spaziosa segnata da due rughe ondulate e parallele, naso regolare, folte sopracciglia leggermente aggrottate, sguardo penetrante e labbra sottili e serrate che conferiscono un'espressione ferma e decisa al personaggio. La corazza di tipo anatomico è decorata al centro da una testa di Gorgone appena rilevata. Dal margine della corazza, sulle spalle, esce un'unica fila di frange. Alla spalla sinistra del personaggio è fissato, per mezzo di un fermaglio circolare, un paludamentum che cade in brevi pieghe profonde e spigolose. "La lavorazione nel complesso appare morbida e accurata, specialmente nella resa dei caratteri fisionomici e nell'intensità d'espressione. Non mancano tuttavia alcune durezze, evidenti soprattutto nelle sopracciglia e nelle pieghe del paludamentum. Si tratta probabilmente di un'opera locale di ottimo livello artistico o addirittura di un lavoro eseguito in una bottega urbana". "Il ritratto trova un'adeguata collocazione cronologica tra la fine del I e gli inizi del II sec., e cioè ai primi anni dell'età traianea. I motivi che giustificano una tale datazione sono riconducibili a precise caratteristiche stilistiche e tipologiche... in quanto i singoli tratti fisionomici sono messi in risalto, ma senza esagerazione, mantenendo una sorta di equilibrio fra un eccessivo verismo e un'astratta idealizzazione". Il busto è stato trovato nel proscenio del teatro e deve raffigurare un concittadino che si è particolarmente distinto nella vita pubblica della città o piuttosto il dedicante dell'edificio. Le caratteristiche del personaggio corrispondono a quelle che tre epigrafi, trovate anch'esse nel teatro, attribuiscono al dedicante Q. Petronio Modesto che si sarebbe segnalato combattendo con Tito nella guerra giudaica e che fra il 97 e il 102 avrebbe contribuito all'abbellimento o al restauro del teatro. "E' possibile che il ritratto si trovasse inserito sulla sommità di un pilastrino o di un piedistallo, in posizione ben evidente, forse in prossimità di una delle epigrafi collocate nell'area del passaggio verso l'orchestra, come nei casi di Ercolano e Gerasa".

Bibliografia

Il teatro romano di Trieste. Monumento, storia, funzione, Istituto svizzero di Roma 1991, p. 84-89

Marzia Vidulli Torlo, Il Lapidario Tergestino al Castello di San Giusto, Rotary Club Trieste 2001, p. 81

Il teatro romano di Trieste: monumento, storia, funzione: contributi per lo studio del teatro antico, a cura di Monika Verzar Bass, Roma, Istituto svizzero, 1991, p. 84-89
Consulta OPAC BiblioEst

Marzia Vidulli Torlo, Il lapidario Tergestino al Castello di San Giusto, Trieste, Rotary Club, 2001, p. 81
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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