Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Surimono tratto dalla serie Kisei mitate ressenden (Cortigiane raffigurate come gli Immortali di Ressenden). Tutta la figura della cortigiana, inginocchiata con un libro aperto fra le mani, si snoda attraverso l'equilibrarsi di curve contrapposte che formano un'elegante serpentina a più mosse. Sull'obi (la cintura), allacciato davanti, secondo l'uso delle cortigiane, spicca la figura di una gru, simbolo di lunga vita ed emblema del circolo poetico committente. La cortigiana, acconciata con gli usuali pettini a raggiera, inseriti in una pettinatura a farfalla, indossa il ricco abbigliamento da sfilata.Già appartenente alla collezione Lusy.
La figura rappresentata si adegua ai nuovi imperativi del gusto che imponevano delle immagini più dettagliate e realistiche, forme più robuste ed effetti ornamentali dei tessuti più marcati. La sagoma della cortigiana è ancora rotondeggiante, perfettamente equilibrata e bilanciata in un gioco di curve contrapposte. I colori sono smorzati e delicati. Nel surimono in esame si rintracciano molti elementi dello stile proprio di Gakutei nell'ambito delle stampe private: alla relativa semplicità della forma si contrappone l'opulenza tessile dell'abito e la splendente magnificenza delle applicazioni metalliche. In questa serie di sette stampe, ognuna delle belle cortigiane interpreta uno dei Sennin (letteralmente "uomini della montagna"), gli Immortali della tradizione cinese e taoista. Il mitate cortigiane-Sennin è una costante nelle stampe del mondo fluttuante. Nella stampa conservata a Trieste l'allusione ai Sennin è data dal libro e dalla grande immagine di gru sull'obi della donna. Qui la cortigiana, come indica la scritta che precede la poesia, interpreta Sosenko. Le altre sei cortigiane componenti la serie da sette, di cui la stampa presa in esame fa parte, sono custodite all'Harvard Art Museum.