Vaghi, Luigi

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Nascita
Parma; 1882/09/01
Morte
Parma; 1967/01/02
Dati anagrafici
1882-1967
Luogo e periodo di attività
Parma, 1898-1952
Vedi anche
Vaghi e Carra

BIOGRAFIA

Fotografo nato a Parma, 1 settembre 1882 morto 2 gennaio 1967, titolare della piu' prestigiosa azienda fotografica di Parma del Novecento. Appena terminate le scuole elementari entra come garzone nello studio fotografico di Enrico Rastellini, studio affermato a Parma. Nel 1898 diventa primo commesso ma nello stesso anno Ettore Pesci gli offe una paga piu'alta e l'incarico di direttore del suo studio. Vaghi accetta e rimane con Pesci fino al 1902, quando apre un proprio studio in via Garibaldi. In ottobre del 1903 apre con Giuseppe Carra un nuovo studio in via Garibaldi 103, assumendone la direzione tecnica e amministrativa. Arrivano presto i primi successi: il re Vittorio Emanuele III gli invia una lettera di ringraziamento e una spilla d'oro per una riproduzione di un busto di suo padre Umberto I, collocato nel palazzo delle Poste di via Melloni. Per dissensi con Giuseppe Carra sul modo di condurre lo studio nel 1913 Vaghi rileva l'atelier di Eugenio Fiorentini in via Angelo Mazza; chiama il nuovo studio "Alla cartolina parigina" e vi sistema il socio. Nel 1916 acquista anche la "Fotografia Moderna" di strada Garibaldi 76, dove chiama Uberto Branchi come conduttore fotografico. Nel 1917 lo studio «Vaghi & Carra» di via Garibaldi 103 subisce un furto e un incendio, con la perdita di 56.000 lire in attrezzature ed arredi. Nel 1917 Carra muore all'età di soli 35 anni nell'ospedale militare ricavato nelle scuole Pietro Cocconi. Vaghi si assunse le spese del funerale e liquida alla moglie la sua quota societaria, proseguendo da solo l'attivita'. Nel 1919 e' nominato Cavaliere e l'anno successivo, con un prestito concessogli dalla Cassa di Risparmio di Parma, acquista l'ex chiesa di Santa Maria della Spina in via Cavour, trasformando l'edificio in un moderno atelier fotografico, che diviene il simbolo della sua supremazia in campo fotografico a Parma. Nel 1922, battendo la concorrenza di altri 18 concorrenti, e' nominato fotografo ufficiale della Casa Reale. Nel 1923 e' premiato con medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Torino e in aprile riesce a fotografare Mussolini, ottenendo che la fotografia venisse riprodotta in migliaia di esemplari e acquistata dai comuni di tutta Italia, al costo due lire. Nello stesso anno, dietro interessamento di Emilio De Bono, va a Berlino per fotografare Hitler, ma torna a mani vuote. Nel 1925, su deliberazione congiunta di Mussolini e della Casa Reale, e' insignito del titolo di Commendatore. Realizza con i suoi collaboratori (tra cui Armando Amoretti come ritoccatore e Mario Cattani come stampatore) una famosa gigantografia di Mussolini di 12 metri quadrati, che viene appesa nel cortile del Palazzo della Pilotta. Nel 1932 fotografa in Prefettura il principe di Piemonte Umberto I di Savoia. Il suo studio e' l'unico a Parma ad avere una struttura aziendale vera e propria, paragonabile a quella dei fratelli Alinari, ma la crisi economica iniziata nel 1929 negli anni trenta la porta ad una flessione. La Banca Cattolica e la Banca Agraria, presso le quali aveva i depositi, falliscono. Nel 1937, sull'onda dell'espansionismo fascista, tenta l'avventura dell'Africa Orientale Italiana. Si imbarca a Napoli con diversi collaboratori e sbarca a Massaua in settembre. A Natale inaugura ad Asmara la ditta "Foto Film", divenuta poi "Studio Foto Ottica Comm. Luigi Vaghi", che vende anche apparecchi radio, grammofoni e dischi. Torna in Italia nel 1952 e in quell'anno abbandona la professione in favore del figlio Bruno.

Note alla bibliografia
Romano Rosati, Camera oscura 1839-1920, fotografi e fotografia a Parma, Parma : Artegrafica Silva, 1990

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