Catalogo dei beni culturali
Musei civici del comune di trieste
Manenizza, Marco - fotografo principale
Prandi, Giacomo : de Ulmhort
Ritratti fotografici
L'origine della famiglia Prandi de Ulmhort e' il paesino di Padaro frazione di Arco dove i libri parrocchiali del Cinquecento nominano i fratelli Antonio e Francesco Prandi da Padaro. Il figlio Bernardino di Antonio, nato nel 1573, sara' il capostipite del ramo giuliano, perche' nel 1620 si trasferisce a Trieste e diventa direttore delle miniere di mercurio di Idria per conto degli Asburgo che lo compensano nominandolo nobile del Sacro Romano impero nel 1626. Discende dalla nobile famiglia Giacomo (1740-1822) che a Trieste si dedica al commercio del vino, apre uno stabilimento per la lavorazione del pesce a Barcola, accumulando grandi ricchezze. Costruisce la villa in via San Michele, acquista l'ex convento dei francescani a Grignano che e' per decenni la dimora estiva dei Prandi e costruisce una villa a Barcola. Dalla seconda moglie Teresa Facondo de Fruchthenthal ha un unico figlio maschio, Giacomo che ottiene la conferma dell'antica nobilta' con l'aggiunta del predicato de Ulmhort al cognome. Il figlio di questi, pure Giacomo (1850-1905) diventa un appassionato di agricoltura e di vini, partecipa infatti alla Fiera dei vini di Trieste nel 1888 con un vino e una grappa prodotti a Grignano, dove aveva ristrutturato il palazzo. Segue studi privati e viaggia molto per erudirsi, dimostra un vero talento per la musica suonando la spinetta ed anche componendo, come d'uso a quel tempo impara il mestiere di falegname. Costruisce la grande casa di Via San Michele 10 a Trieste, ristruttura il palazzo di Grignano e nel dicembre 1878 acquista dal conte Samuel Gjulai, ricco possidente a Gorizia, la proprieta' di Cassegliano, costituita da una villa veneta e da 750 campi, gia' proprieta' dei conti Sbruglio, un casato di antica nobilta' veneta. Si sposa giovanissimo nel 1870 con Carolina Guglielmina, figlia di commercianti che asserivano d'appartenere alla nobilta' svizzera. Dal matrimonio nel 1871 nacque Giacomo che muore a Lubiana nel 1884. Nascono altri otto figli: Carolina nel 1872, che sposa l'I.r. colonnello Bruschina di Ronchi; Teresa nel 1874 che sposa l'avvocato Mattioni di Capodistria; Olga nel 1875 che sposa il nobile Ruggero della Torre, noto farmacista di Romans d'Isonzo; Valeria nel 1876 che sposa Giuseppe Gasparini di Villesse; Bianca nel 1877 che sposa Oreste de Zanutto di Trieste; Emma nel 1879 che rimane nubile; Oscar nel 1880 che muore a Nervi nel 1902 e Gino nel 1881. La famiglia risiede nel palazzo di Via San Michele che disponeva di un parco di 7.000 metri quadrati, conducendo un tenore di vita elevato. Nel 1883 la moglie Carolina Guglielmina muore di tubercolosi. Intanto la casa era diventata troppo piccola per tutti i figli e la servitu', il conte Giacomo Pio Pietro decide di stabilire la nuova residenza nel palazzo di Cassegliano. L'anno successivo, nel 1886, sposa la sorella minore della moglie, Emma Elisabetta, dalla quale ha quattro figli: Amelia nata nel 1887; Dolores nel 1888, morta bambina; Mercedes nel 1894 e Aldo Renato nel 1896. Desideroso di dare alle molte figlie una buona educazione le affida alle suore di Notre Dame e per l'occasione acquista a Gorizia una casa nell'attuale Via Cascino. Muore a Venezia nel 1905./pcfr. Stefano Cosma, I Prandi de Ulmhort nella Contea per sviluppare le miniere di Idria in "Il piccolo", 2010.10.12. edizione di Gorizia, p. 26/phttp://www.coresno.com/adelslexikon/109-user-notes/458-lex-prandi-ulmhort.html