Amuleto raffigurante il pilastro djed in pietra, privo del foro e frammentario, dall'Egitto

ambito culturale: Antico Egitto

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Oggetto
Amuleto
Inventario
30741
Collocazione
Civico Museo d'Antichità “J.J. Winckelmann”; MAW Sale egizie
Dimensioni
cm; altezza 2,5; larghezza 1,2; profondità 0,3
Materia e tecnica
Pietra
Conservazione
Frammentario

Amuleto in pietra, privo del foro di sospensione e mancante di uno spigolo nella parte inferiore, che raffigura il geroglifico "djed", a forma di pilastro con quattro espansioni nella parte superiore, che indica stabilità, immutabilità, eternità, resurrezione, ma anche forza inestinguibile ed incorruttibilità. Già nella Prima Dinastia (3150 – 2925 a.C.) era un pilastro intorno al quale venivano legate spighe di grano; dal Nuovo Regno (1543 – 1078 a.C.) fu interpretato anche come spina dorsale di Osiride. Un djed, meglio se in oro, era posto sulla gola del defunto durante il suo funerale, con il compito di farlo divenire uno spirito santificato e perfetto, un seguace di Osiride. Nel capitolo 155 del Libro dei Morti l’amuleto fa sì che “è tua nuovamente la tua spina dorsale e le tue vertebre, così che puoi tornare a muoverti...”.

Bibliografia

Collezione egizia del Civico museo di storia ed arte di Trieste / a cura di Franco Crevatin e Marzia Vidulli Torlo ; con testi di Susanna Moser e dei soci della Casa della vita Trieste : Comune, 2013, Cat. 8.259

Collezione egizia del Civico museo di storia ed arte di Trieste, a cura di Franco Crevatin e Marzia Vidulli Torlo, Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte, 2013, Cat. 8.259
Consulta OPAC BiblioEst SBN

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