Fabbricato di Via Malcanton 14, Casa de Marenzi

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Localizzazione
Via Malcanton; Trieste
Via Malcanton, 14; Via dei Rettori, 1
Comune Censuario: Città Vecchia; numero anagrafico: 829
Uso attuale
non utilizzato
Provvedimenti di tutela
L. n. 364/190920/06/1951
L. n. 1089/1939, art. 71 di data 03/08/1955
Vincolo diretto BB AA PP
Vincoli
05-04-1939, Soprintendenza, Appello Francesco Marenzi contro demolizione palazzo: Visualizza il PDF
decreto: Visualizza il PDF

1650

L'edificio sorge nell'antica Via Malcanton, il cui toponimo attestato fin dal 1453 richiama un angolo delle mura cittadine ricordato anche per la presenza di un letamaio. Il sito occupato in origine da un palazzo di proprietà di Benvenuto Petazzi viene acquistato dal mercante bergamasco Aloisio Marenzi, al suo arrivo in città agli inizi del Cinquecento. Tra l'8 ed il 14 gennaio 1650 si colloca l'avvio dei lavori di costruzione del palazzo inizialmente formato da un solo corpo con unica entrata su Via dei Rettori, in seguito ampliato con un secondo corpo a tre piani con ingresso da Androna della Torre. L'edificio viene commissionato da Antonio Marenzi, vescovo di Trieste dal 1646 al 1662, come ricorda una lapide con stemma murata nell'atrio. Nel 1650 viene consacrata la vicina Chiesa del Rosario, eretta nel 1635, come cappella privata della nobile casata. La bergamasca famiglia de Marenzi, elevata al rango nobiliare nel 1489, ha dato alla città importanti uomini di legge, di armi e letterati, ospitando nel proprio palazzo numerosi personaggi illustri tra cui il vescovo Antonio Ferdinando conte di Herbrstein nel 1773, il conte Antonio Augusto Attems nel 1784 e il podestà di Trieste Riccardo Buzzoni nel 1872. Nel 1822 prende dimora in casa Marenzi Carlo Alessandro de Lellis, console in città al servizio della regina di Spagna. Sei anni più tardi il palazzo diventa sede della Scuola delle Comunità evangeliche. Interessante per la storia della città risulta l'apertura, con inaugurazione il 15 novembre 1841, del primo "asilo di carità ai poverelli di Trieste di ogni classe, di ogni nazione, di ogni credenza" (Castiglioni, 1896, p. 49); nelle stanze del secondo piano del palazzo trovano posto le aule didattiche della prima scuola per l'infanzia della città, ospitante ben 400 bambini e fondata sulle idee dell'educatore e pedagogista Ferrante Aporti. L'asilo viene trasferito nel 1852 in Via della Madonnina. Tra le associazioni ospitate nell'edificio seicentesco si segnalano tra il 1845 ed il 1884 la Società Minerva, nel 1866 la Società d'orticoltura del litorale e nel 1874 la Società agraria triesina. Giuseppe Marenzi, ricordato come abitante del palazzo fino al 1874 anno della morte, è conosciuto come "il più noto e il più benemerito della nobile famiglia" (Polli, 1950) per aver lasciato erede il Comune del suo ricco patrimonio, investito nella costruzione della scuola in Piazza Evangelica, poi Ginnasio. Il 6 gennaio 1886 in Casa Marenzi viene esposta la salma del tenente, maresciallo e ciambellano Francesco Antonio Marenzi, con grande partecipazione della cittadinanza al corte funebre partito dal palazzo. L'edificio, risparmiato dalle demolizioni degli anni Trenta come invocato nell'appello della famiglia nel 1939, rappresenta insieme alla vicina Casa Giuliani rappresenta l'unica testimonianza dell'antica contrada del Malcanton, in origine sviluppata fino all'attuale via di Donota e abbellita da diversi palazzi commissionati dalla storica nobiltà triestina delle Tredici Casate.

La struttura, caratterizzata da pianta ad "L", è costitutita da tre piani fuori terra. Affaccio principale su Via Malcanton, secondario su Via dei Rettori. Le facciate presentano un pianoterra ritmato da fori commerciali e due livelli superiori con serie di aperture ad arco a tutto centro. Le finestre sono arricchite da cornici in pietra d'Istra e sopraluce decorato da motivi geometrici. Sulla sommità dell'edificio sono collocati degli abbaini. Il prospetto su Via dei Rettori è caratterizzato da un asse di simmetria evidenziato da portone al pianoterra e balcone centrale al primo piano, su cui si apre una trifora sormontata da cimasa lineare in pietra. Gli angoli del primo piano sono evidenziati da balaustre con colonnine in pietra bianca. Sulla sommità dell'edificio sono collocati degli abbaini. L'edificio è sottoposto a lavori di recupero e ristrutturazione dal 2005.

ELEMENTI ORNAMENTALI: BALCONE (esterno): Balconi con parapetto a colonnine in pietra d'Istria.

Compilato in data: 2005

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