Tominz, Giuseppe

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Nascita
Gorizia; 1790/07/06
Morte
Gradiscutta; 1866/04/02
Dati anagrafici
1790-1866
Luogo e periodo di attività
Roma, Gorizia, Trieste, 1814-1860
Vedi anche
Tominz, Alfredo <1854-1936>
Tominz, Augusto <1818-1883>

BIOGRAFIA

Giuseppe Tominz, pittore goriziano, nasce a Gorizia nel 1790 e muore a Gradiscutta nel 1866. Nulla si sa di preciso della sua prima educazione artistica: forse il suo primo maestro fu il pittore Giuseppe Caucig, goriziano, insegnante all'Accademia di Vienna. Nel 1809, grazie alla protezione dell'Arciduchessa Marianna d'Austria prima, e del Conte Francesco della Torre poi, si reca a Roma, dove studia all'Accademia di San Luca (al tempo diretta da Antonio Canova). In questi anni Tominz si dedica al disegno seguendo la prassi accademica, eseguendo copie da Raffaello e studi di anatomia. I suoi grandi progressi sono testimoniati dal secondo premio unico in "Disegno" che ottiene nel 1814. Nel 1818 nasce a Roma il figlio Augusto, e Giuseppe decide di rientrare definitivamente a Gorizia. Le scelte della committenza lo indirizzano dalla pittura storica verso il genere ritrattistico, ed è così che nel 1818 gli vengono commissionati due ritratti dell'Imperatore Francesco I. In questo stesso anno infatti la Camera Aulica incarica il Governo del Litorale di commissionare ad un artista veneziano due ritratti dell'Imperatore, destinati al Tribunale-Cambio Mercantile di Trieste e al Giudizio Civico e Provinciale di Gorizia, cui si aggiungerà, nel 1820, la commissione per un ritratto con il medesimo soggetto per il Tribunale di Fiume. Per il lavoro verrà proposto Giuseppe Tominz, in quegli anni a Roma. La sua offerta viene accompagnata da una nota del Direttore delle Fabbriche, Giuseppe Huyn, in data 6 agosto del 1818. Huyn loda le doti di Tominz, "uno dei più preggiati [sic] pittori", e considera il prezzo chiesto dal pittore "discrettissimo". Tominz otterrà l'appalto, vincendo sull'altro possibile candidato, Giovanni De Min. Quando, nel 1825, Tominz si trasferisce a Trieste, è ormai un artista affermato. La ricca borghesia locale lo riconosce oramai come il suo ritrattista ufficiale. Attorno al 1850 la sua fama ha una sensibile flessione. Gli ultimi anni di attività sono contrassegnati da una collaborazione con il figlio Augusto, e dal segno di una formula ormai divenuta di maniera. Nel 1860 si ritira a Gradiscutta, ormai anziano e colpito da una forma di cecità progressiva, e lì muore nel 1866

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